benessere – Alessandro Pardocchi Personal Trainer https://alessandropardocchi.online Sun, 28 Apr 2024 16:12:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.5.5 https://alessandropardocchi.online/wp-content/uploads/2023/12/cropped-3-Copia-32x32.png benessere – Alessandro Pardocchi Personal Trainer https://alessandropardocchi.online 32 32 Come ritrovare la forma e la salute in 6 mesi con il metodo WELLNESS 365 EVOLUTION https://alessandropardocchi.online/come-ritrovare-la-forma-e-la-salute-in-6-mesi-con-il-metodo-wellness-365-evolution/ Fri, 01 Dec 2023 10:21:47 +0000 https://alessandropardocchi.online/?p=1046 Se sei alla ricerca di un modo efficace e duraturo per migliorare il tuo benessere psicofisico, sei nel posto giusto. In questo articolo ti presento il metodo WELLNESS 365 EVOLUTION, un programma di coaching/personal training di 6 mesi ideato da Alessandro Pardocchi, un personal trainer con competenze trasversali e un approccio “unconventional” al fitness e al wellness.

Chi è Alessandro Pardocchi?

Alessandro Pardocchi è un personal trainer con oltre 20 anni di esperienza nel mondo del fitness e del wellness. Si è formato come: Personal Trainer, Tecnico Chinesiologo, Counselor ad orientamento Psicoanalitico, Breathing Trainer metodo Oxygen Advantage e Preparatore Fisico per sport individuali e di situazione. Ha seguito centinaia di persone a livello personale per il raggiungimento del loro benessere e forma fisica, facendo leva molto sull’aspetto di ascolto e motivazione verso il cliente. Utilizza strumenti professionali di avanguardia che danno un aspetto scientifico al suo metodo di lavoro, che ha come fulcro principale gli obiettivi del cliente. Lavora a domicilio ed online. Il 31 Agosto 2022 ha lanciato il suo libro disponibile su Amazon dal titolo: Wellness 365 come migliorare il tuo benessere psicofisico giorno dopo giorno.

Cos’è il metodo WELLNESS 365 EVOLUTION?

Il metodo WELLNESS 365 EVOLUTION è un programma di coaching/personal training di 6 mesi che ha l’obiettivo di seguire il cliente passo passo per ritornare in forma ed in salute in modo duraturo ed efficace. Il programma si basa su tre pilastri fondamentali: la valutazione, l’allenamento e il monitoraggio.

La valutazione: all’inizio del percorso verrà effettuato un “wellness test” con strumenti innovativi di alto livello dell’azienda di Biotecnologie Italiana Biotekna. Questo test ha la particolarità di incrociare dati di: anamnesi soggettiva sullo stato di benessere, composizione corporea di alto livello per vedere l’aspetto metabolico e analisi del funzionamento del sistema nervoso attraverso l’HRV (heart rate variability). Tutto questo ha l’obiettivo di avere a livello scientifico lo stato di salute del cliente e di individuare le sue esigenze e i suoi obiettivi.

L’allenamento: in base ai risultati del test, Alessandro Pardocchi elaborerà un percorso di allenamento estremamente personalizzato e guidato, che si adatterà alle caratteristiche e alle preferenze del cliente. Il cliente avrà a disposizione una app che si chiama Evolution Fit by Teamsystem dove saranno visibili gli allenamenti e gli esercizi da fare in autonomia. La app ha anche la funzione di monitorare tutti i cambiamenti corporei avvenuti nel tempo. A livello psico/corporeo, il percorso sarà integrato con un training respiratorio attraverso tecniche di biofeedback, che aiuteranno il cliente a gestire lo stress, a migliorare la qualità del sonno e a ottimizzare le prestazioni.

Il monitoraggio: ogni 2 mesi ci sarà un follow-up, quindi di nuovo un wellness test per vedere i miglioramenti a livello oggettivo e capire se la strada intrapresa è quella giusta. Inoltre, il cliente avrà un supporto costante da parte di Alessandro Pardocchi, che lo seguirà e lo motiverà durante tutto il percorso, sia a livello fisico che emotivo.

Quali sono i benefici del metodo WELLNESS 365 EVOLUTION?

Il metodo WELLNESS 365 EVOLUTION è un programma che mira a migliorare il benessere e la salute del cliente in modo globale, tenendo conto di tutti gli aspetti che influenzano la qualità della vita. Tra i benefici che si possono ottenere con questo metodo ci sono:

  • Una maggiore consapevolezza del proprio corpo e delle proprie potenzialità
  • Una riduzione del grasso corporeo e un aumento della massa muscolare
  • Una migliore postura e una maggiore flessibilità
  • Una maggiore resistenza e una minore affaticabilità
  • Una migliore gestione dello stress e delle emozioni
  • Una maggiore autostima e una maggiore soddisfazione personale
  • Una maggiore energia e una maggiore vitalità

Come partecipare al programma WELLNESS 365 EVOLUTION?

Se sei interessato a partecipare al programma WELLNESS 365 EVOLUTION, puoi contattare Alessandro Pardocchi tramite il suo sito web, il suo profilo Instagram o il suo profilo Facebook. Potrai prenotare una consulenza gratuita e senza impegno, in cui Alessandro Pardocchi ti spiegherà nel dettaglio il programma e ti farà un’analisi preliminare del tuo stato di forma e di salute. Se deciderai di iniziare il percorso, potrai scegliere tra due modalità: a domicilio o online. In entrambi i casi, avrai la garanzia di un servizio professionale, personalizzato e di qualità.

Non perdere questa occasione unica di trasformare la tua vita in meglio con il metodo WELLNESS 365 EVOLUTION. Affidati all’esperienza e alla competenza di Alessandro Pardocchi, un personal trainer che sa come ascoltarti, motivarti e guidarti verso il tuo benessere e la tua salute. Contattalo subito e inizia il tuo viaggio verso la forma e la felicità!

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: https://www.amazon.it/Wellness-365-migliorare-benessere-psicofisico/dp/8832825920 : https://www.biotekna.com/ : https://www.evolutionfit.it/ : https://alessandropardocchi.online/ : https://www.instagram.com/alessandro.pardocchi/ : https://www.facebook.com/alessandro.pardocchi

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Meditazione e Produttività sul Lavoro: Una Connessione Potente per il Successo Professionale https://alessandropardocchi.online/meditazione-e-produttivita-sul-lavoro-una-connessione-potente-per-il-successo-professionale/ Fri, 17 Nov 2023 13:39:01 +0000 https://alessandropardocchi.online/?p=969 Nel caos frenetico della vita moderna, con scadenze da rispettare, riunioni da gestire e responsabilità da affrontare, la ricerca di strumenti efficaci per migliorare la produttività sul lavoro è diventata una priorità per molti professionisti. Tra le molte soluzioni, la meditazione si è affermata come un’efficace pratica che non solo favorisce il benessere mentale, ma ha anche dimostrato di potenziare la produttività sul luogo di lavoro in modo significativo.

  1. Stress Ridotto e Concentrazione Migliorata
    Uno degli impatti più immediati della meditazione sulla produttività è la capacità di ridurre lo stress. Praticare la meditazione regolarmente permette di affrontare le sfide quotidiane con maggiore calma e chiarezza mentale. Quando gli individui sono in grado di gestire lo stress in modo più efficace, la loro concentrazione migliora naturalmente. Un dipendente meno stressato è più propenso a mantenere l’attenzione su compiti specifici, aumentando così l’efficienza nel completare le attività.

Esempio pratico: Immagina un professionista che si trova di fronte a una scadenza serrata. Prima di immergersi nel lavoro, dedica 10 minuti alla meditazione. Al termine della pratica, si sente più concentrato e in grado di affrontare la mole di lavoro in modo più organizzato e efficiente.

  1. Miglioramento della Gestione dello Stress e delle Emozioni
    La meditazione è nota per potenziare la consapevolezza emotiva, consentendo alle persone di gestire meglio le proprie emozioni. Questo è cruciale nell’ambiente lavorativo, dove le interazioni complesse e le pressioni possono portare a situazioni stressanti. Imparare a reagire in modo calmo e riflessivo alle sfide riduce non solo il livello di stress personale, ma migliora anche la gestione delle relazioni interpersonali.

Esempio pratico: Un dirigente si trova in una riunione tesa. Prima di rispondere a una domanda critica, fa una breve pausa per praticare la meditazione. Questo gli consente di rispondere con chiarezza e calma, gestendo la situazione in modo positivo e costruttivo.

  1. Aumento della Creatività e Pensiero Innovativo
    La meditazione è spesso associata a un aumento della creatività e della capacità di pensiero innovativo. Le sessioni di meditazione permettono alla mente di allontanarsi dalle preoccupazioni quotidiane, aprendo spazi per nuove idee e prospettive. Un lavoratore più creativo è in grado di affrontare i problemi con soluzioni innovative, contribuendo così alla crescita e al successo dell’azienda.

Esempio pratico: Un team di progettazione si trova bloccato nella creazione di un nuovo concetto. Dopo una breve sessione di meditazione di gruppo, i membri del team riportano un aumento della creatività. Emergono idee fresche e innovative che portano alla soluzione del problema.

  1. Miglioramento delle Capacità Decisionali
    La meditazione favorisce la chiarezza mentale e la consapevolezza del momento presente. Queste abilità sono cruciali per prendere decisioni informate e sagge. I professionisti che praticano la meditazione regolarmente sviluppano una prospettiva più equilibrata e sono in grado di valutare le opzioni in modo più razionale, evitando così decisioni impulsiva o influenzate dalle emozioni.

Esempio pratico: Un dirigente si trova ad affrontare una decisione aziendale difficile. Dopo una sessione di meditazione, riesce a guardare la situazione da diverse prospettive e prende una decisione strategica che beneficia a lungo termine l’azienda.

  1. Aumento della Resistenza al Burnout e Miglioramento del Benessere Generale
    La meditazione contribuisce significativamente al benessere generale dei lavoratori, riducendo la probabilità di burnout. Quando i dipendenti si prendono del tempo per praticare la meditazione, sono più resilienti alle pressioni costanti del lavoro. Una mente equilibrata e sana è fondamentale per sostenere una produttività costante nel lungo periodo.

Esempio pratico: Un professionista impegnato in lunghe ore di lavoro scopre che il burnout è sempre più vicino. Introduce la meditazione nella sua routine quotidiana, riducendo lo stress e migliorando la qualità del sonno. Questo gli consente di mantenere una performance elevata senza compromettere il proprio benessere.

In conclusione, la meditazione offre una serie di vantaggi tangibili per migliorare la produttività sul lavoro. Riducendo lo stress, migliorando la concentrazione, potenziando la creatività, facilitando la presa di decisioni e contribuendo al benessere generale, la meditazione si presenta come un’importante risorsa per i professionisti moderni. Introdurre la meditazione nelle routine quotidiane aziendali può portare a un ambiente di lavoro più sano e produttivo, contribuendo così al successo individuale e collettivo.

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Stress and disorders of the stress system https://alessandropardocchi.online/stress-and-disorders-of-the-stress-system/ Fri, 04 Nov 2022 15:45:47 +0000 https://alessandropardocchi.online/?p=809 Nature Reviews Endocrinology 5, 374-381(2009)

Di seguito l’asbstract tradotto delle Review sovracitata.

Tutti gli organismi devono mantenere un equilibrio dinamico complesso, o omeostasi, che è costantemente sfidato da forze avverse interne o esterne denominate fattori di stress.

Lo stress si verifica quando l’omeostasi è minacciata o percepita come tale; l’omeostasi è ristabilita da varie risposte adattative fisiologiche e comportamentali.

Gli ormoni neuroendocrini hanno ruoli importanti nella regolazione dell’omeostasi basale e nelle risposte alle minacce e sono coinvolti nella patogenesi di malattie caratterizzate da disomeostasi o cacostasi.

La risposta allo stress è mediata dal sistema dello stress, localizzato in parte nel sistema nervoso centrale e in parte negli organi periferici.

Gli effettori centrali e fortemente interconnessi di questo sistema includono gli ormoni ipotalamici, l’arginina vasopressina, l’ormone di rilascio della corticotropina e i peptidi derivati ​​dalla pro-opiomelanocortina, e il locus ceruleus e i centri autonomici della norepinefrina nel tronco cerebrale. Gli obiettivi di questi effettori includono i sistemi esecutivo e/o cognitivo, della ricompensa e della paura, i centri veglia-sonno del cervello, gli assi della crescita, degli ormoni riproduttivi e tiroidei e i sistemi gastrointestinale, cardiorespiratorio, metabolico e immunitario.

L’attività basale ottimale e la reattività del sistema dello stress sono essenziali per un senso di benessere, per il successo nell’esecuzione dei compiti e per interazioni sociali appropriate.

Al contrario, un’attività basale eccessiva o inadeguata e la reattività di questo sistema potrebbero compromettere lo sviluppo, la crescita e la composizione corporea e portare a una serie di condizioni patologiche comportamentali e somatiche.

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INFIAMMAZIONE SILENTE – IL KILLER SILENZIOSO https://alessandropardocchi.online/infiammazione-silente-il-killer-silenzioso/ Thu, 03 Nov 2022 13:49:13 +0000 https://alessandropardocchi.online/?p=779 Il 23 Febbraio del 2004 usciva in prima copertina del Time Magazine “The Secret Killer

Il Killer silenzioso.

“The surprising link between INFLAMMATION and HEART ATTACKS, CANCER, ALZHEIMER’S and other diseases”

La sorprendente correlazione tra INFIAMMAZIONE, ATTACCHI CARDIACI, CANCRO, ALZHEIMER e altre malattie.

Questo Killer moderno è in medicina chiamato anche INFIAMMAZIONE CRONICO SISTEMICA di basso grado ed è il nuovo spauracchio sulla salute del 21° secolo. 

Praticamente è un processo che unisce lo stato infiammatorio non localizzato a bassa intensità allo sviluppo di varie patologie come: cardiopatie, diabete, malattie autoimmuni e cronico degenerative

Le cause scatenanti sono tutte legate a tre fattori:

  • alimentazione non corretta
  • scarsa attività fisica
  • problematiche emotivo-psicologiche

In poche parole lo stile di vita, lo stress e fattori esogeni in genere fanno sì che il corpo sviluppi un’infiammazione leggera, piccola ma costante nel tempo che (anche grazie all’invecchiamento) a lungo andare va a creare possibili patologie invasive. 

Per fare un esempio l’accumulo di massa grassa produce più adipociti (le cellule del tessuto adiposo​, oggi meglio conosciuto come organo adiposo) che a sua volta producono più adipochine (tutte le molecole sintetizzate e secrete dal tessuto adiposo) che a sua volta incrementano lo stato infiammatorio del nostro corpo. Ergo “più siamo grassi” più siamo infiammati.

Oppure l’aumento dello stress ossidativo (cosiddetto catabolismo) che è dato dalla quantità dei radicali liberi che danneggiano la struttura cellulare e aumentano il fattore pro-infiammatorio.

Un altro fattore è il rapporto non idoneo tra i grassi Omega 3 e Omega 6 che a volte arriva a 1 su 14 e andrebbe almeno portato a 1 su 3. Questo, chè è sicuramente un fattore di origine alimentare, è dato dall’ingestione di cibi precotti, processati industrialmente e con alti valori di grassi idrogenati. 

Anche i picchi insulinici causati da incrementi di glicemia sono pro-infiammatori. Generalmente dovuto da abbondante uso di cibi “zuccherosi” (carboidrati semplici), bevande “famose” e alcolici, che fanno in modo di creare uno sbilanciamento tra glicemia introdotta (tanta) e consumo richiesto (poco). 

Ma perché viene chiamato Killer? Non mi farà mica male ogni tanto bere una Coca Cola?

Io direi che ogni tanto non fa male niente! Neanche il Lardo di Colonnata. 

Il problema è ogni spesso

La cosa che la maggior parte di noi non sa è che oramai da una decade è confermato da peer review internazionali e studi specifici che l’infiammazione di basso grado aumenta di circa il 50-70% la possibilità di contrarre malattie come tumori o incrementare la possibilità che avvengano Ictus o Strokes

Che te lo dico a fare…..

Ma quali sono le possibili soluzioni?

  1. Alimentazione corretta (non sempre ma abbastanza spesso).
  2. Fare attività fisica alternando fasi di alta intensità a fasi di bassa intensità.
  3. Training Respiratorio per migliorare il funzionamento del SNA (Sistema Nervoso Autonomo).
  4. Ristabilire il clock interno andando a lavorare sui ritmi Circadiani. 

Su i punti 1 e 2 dovremmo essere già capaci di capire il perché ma sul punto n°3? Respirazione per migliorare il Sistema nervoso autonomo….mah ….? Cosa c’entra la glicemia, il grasso il colesterolo o i radicali liberi con il sistema nervoso? E perché la “rieducazione respiratoria” sarebbe in grado di migliorare il funzionamento dello stesso?

Cercherò di fare un paragone con le automobili, lo so è un pochino azzardato ma vediamo se riusciamo a capire meglio.

Mettiamo che il mio corpo (nelle sue funzioni autonomiche) sia l’automobile e che il guidatore sia la parte cognitiva del cervello. In questo caso il SNA (Sistema Nervoso Autonomo) è paragonabile alla centralina della macchina.

Il mio scopo dovrebbe essere quello di guidare la macchina a livello delle massime performance.

Il guidatore è bravo, capace, e fa di tutto per andare forte ma ipotizziamo che la centralina sia tarata male o difettosa. In poche parole non funziona come dovrebbe. D’altronde è un piccolo computer e si può guastare anche lei. 

Come pensate che andrà la macchina? Sicuramente male.

Riuscirà il guidatore da solo a raggiungere le massime performance? Evidentemente NO!

Quindi per migliorare la situazione e limi questa infiammazione dobbiamo lavorare su alimentazione e movimento (sport ludico) ma anche sullo STRESS MANAGEMENT.

Perché “stranamente” (l’ho messo volutamente virgolettato e in corsivo) è tutto concatenato. L’obiettivo per non incappare nel KILLER SILENTE è quello di cercare nel miglior modo possibile l’equilibrio. Facendo così non attiviamo il famoso sistema “attacco-fuga” in modo perenne e si evita che prenda il sopravvento l’infiammazione.

Il primo step è quello di fare un WELLNESS TEST per capire se l’infiammazione sia in atto e soprattutto sviluppare un interventistica adeguata per andare a limitarla.

Contattami in privato per maggiori info!

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Vivere in Movimento https://alessandropardocchi.online/vivere-in-movimento/ Tue, 11 Jan 2022 10:34:00 +0000 https://alessandropardocchi.online/?p=590 In qualunque stato si trovi il vostro corpo fino ad ora vi ha sostenuti e serviti. Siete sicuramente più “vivi che “morti”, non avete grandi dolori siete tutto sommato equilibrati. Insomma qualunque sia la forma fisica e qualunque sia la fase di stress vi sono buone possibilità per migliorare le prestazioni e l’equilibrio”.
Cit. Tratta da BIOENEGETICA di Angelo Musso

Quindi non c’è tanto da lamentarsi ma sicuramente da MUOVERSI!

L’attività fisica è il più grande antinfiammatorio che abbiamo a disposizione in modo GRATUITO!

Quando andavo alle scuole elementari facevo l’ora di Ginnastica…. non Educazione Fisica ne Motoria, solo Ginnastica. Si camminava sulla trave, facevamo il salto della cavallina, si saliva sulla pertica e tante altre cose. ma soprattutto per tutti noi era un ora di tanto divertimento.

Perché sperimentavamo il nostro corpo, il nostro limite, la nostra destrezza. Ogni tanto qualcuno si faceva male? SI …. Ma almeno imparava.

E non succedeva nulla di sconvolgente. La palestrina che veniva utilizzata è tutt’ora uguale a 40 anni fa.

Il termine “GINNASTICA” ha la seguente definizione:

Disciplina che cura il benessere fisico e il rinvigorimento del corpo utilizzando particolari esercizi fisici.

Mi piace il termine RINVIGORIMENTO…. perché è quello che servirebbe per la maggior parte delle persone che non si muovono affatto.

Approcciare ad uno stato di salute ottimale dovrebbe essere il nostro primo obiettivo. La nostra priorità.

Chiediamoci allora: “perché non lo stiamo facendo”?

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SORE LOSER https://alessandropardocchi.online/sore-loser/ Fri, 12 Nov 2021 14:26:32 +0000 https://alessandropardocchi.online/?p=583 La Psicologia del SORE LOSER personalmente tradotta con “perdente arrabbiato” o ancora meglio ”perdente permaloso”.

Quando pensi che il tuo valore sia determinato dai risultati, stai cercando guai.

Quando ti identifichi nell’ottenere qualcosa di buono come, per esempio, essere una brava persona, hai commesso un errore madornale.

Secondo lo Psicologo Jason Hernry il quale si definisce “in costante apprendimento”, alla base di un atteggiamento costante di rifiuto della sconfitta c’è proprio un pattern caratteriale/comportamentale ben definito.

In ogni competizione, amatoriale, professionale, ludica esiste un vincitore e uno o più sconfitti. E’ una legge che in qualsiasi ambito viene presa molto sul serio dai partecipanti. Infatti per il “sore loser” non è semplice. Perdere è indicativo di qualcosa che rifiuta di accettare.

Egli pensa di essere al di sotto di qualcun altro. Fa emergere un senso di inferiorità.

Ovviamente, questa non è la verità. È solo una convinzione che è stata probabilmente forgiata da un episodio di cattiva genitorialità.

Quando facciamo qualcosa di buono, prezioso o ricercato, da bambini sviluppiamo l’idea che siamo buoni proprio perché facciamo qualcosa di buono. Sfortunatamente, è vero anche il rovescio della medaglia. Quando facciamo qualcosa di male, sviluppiamo l’idea che siamo intrinsecamente cattivi.

E se sai qualcosa sugli esseri umani, essere cattivo, indesiderabile, sbagliato o difettoso è la cosa peggiore che potresti mai diventare.

I nostri nemici sono cattivi. Il fallimento è un male. L’ultima stagione di Game of Thrones è pessima

→ RESTA IN FORMA IN MODO SEMPLICE

. Non possiamo sopportare di pensare a noi stessi tra le cose che disprezziamo.Eppure, nonostante questo sia un problema che affronta tutta l’umanità, alcuni di noi sono “tranquilli” nella sconfitta. Quindi qual è la scusa che ha il “sore loser” per questo?Il disturbo narcisistico di personalità (NPD) ha un tasso di prevalenza del 6,2% negli Stati Uniti. Non ci sono statistiche su quanti perdenti ci siano, ma a spanne possiamo dire che possono essere più del 6,2% della popolazione.Un “sore loser” potrebbe essere narcisista nel momento in cui perde una partita e poi torna alla normalità. Ma è più probabile che se hai a che fare con qualcuno che ha NPD, probabilmente è un “sore loser”.Ciò che accomuna queste due manifestazioni di narcisismo è il senso di superiorità sugli altri. Se un narcisista subisce una sconfitta da qualcuno che crede sia migliore di lui, non si comporterà come un “sore loser”.Semmai possono sentirsi orgogliosi di se stessi per aver gareggiato contro un grande talento e far sapere tutto al tal riguardo.Ma con la convinzione di essere superiori a tutti gli altri, avranno inconsapevolmente alte aspettative su se stessi.

Aspettative

Nel suo romanzo, La via dei re, Brandon Sanderson ha scritto: “Le aspettative erano come le belle ceramiche. Più li tenevi stretti, più era probabile che si spezzassero”.

Per il “sore loser” che crede al proprio clamore, porta inconsapevolmente la sofferenza su se stesso. Ha un’immagine da mantenere e una gerarchia che sostiene il suo senso di sé.

→ ANTISTRESS 2.0 HOW TO

Le aspettative non sono altro che “risentimenti premeditati”.Nessuno ottiene mai quello che si aspetta. Puoi raggiungere la tua destinazione, ma non corrisponde mai a ciò che pensavi, speravi o ti aspettavi che fosse il viaggio.E perché dovrebbe? Non hai il controllo delle altre persone, dell’ambiente o delle tue tendenze e motivazioni inconsce. E se non riesci nemmeno a controllarlo, buona fortuna a te.

Quindi, quando si tratta del “sore loser” che non ottiene ciò che vuole, non è diverso da quando lo fa. Non avevano il controllo di nessuno dei due risultati.

Ma quando cercano di prendere il controllo del risultato perché la loro fiducia in se stessi per trionfare su tutto non ha funzionato, devono usare la forza.TraumaAl “gracious loser” (il perdente che accetta), questo deve sembrare molto rumore per nulla.

Il sore loser potrebbe essere molto più felice se si è semplicemente goduto il momento o l’azione, ha fatto del suo meglio a dispetto del risultato, sapendo che vincere o perdere non significa nulla. Come si dice “niente di personale” ma tutto questo significa molto.Forse è stato un genitore a svalutarlo quando ha fallito. Forse avevano modelli di ruolo negativi che erano loro stessi dei perdenti. Forse il loro grandioso senso di sé è in realtà solo una cortina fumogena per la bassa autostima.Qualunque sia il colpevole, il sore loser ha una ferita che si innesca ogni volta che perde. E di conseguenza, deve calmarsi in qualche modo.

Il loro senso di autostima deriva dalla gratificazione esterna. Per loro, vincere non è solo positivo, vincere “significa” che sei migliore della concorrenza.

In realtà, vincere significa che oggi sei stato migliore della concorrenza nel compito specifico che dovevi svolgere. Non ha alcuna influenza su di te come individuo.

È assolutamente giusto essere delusi per una perdita. Dopotutto, l’obiettivo del gioco, della competizione o dell’elezione è vincere. Metti tutte le tue risorse per vincere. Fai del tuo meglio per pensare in modo positivo e astuto.Ma a volte, le cose non funzionano.

Incolpare le persone per la tua perdita/sconfitta non ha alcun senso. Anche incolpare te stesso non ha molto senso. Ci sono fattori al di fuori del tuo controllo che possono influenzare le cose in vari modi. È un mondo caotico e tutti ci stiamo semplicemente vivendo.

Quindi, a tutti i sore losers là fuori…

Concediti una pausa.Abbraccia le tue perdite e congratulati con coloro che hanno vinto. Ma soprattutto, cerca aiuto per il trauma che ti fa pensare di essere migliore di un altro essere umano e per le ferite che ti portano a imbarazzarti e a ferire gli altri.

“La vita è molto più divertente quando non devi dimostrare il tuo valore”

Jason Hen

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Respirazione Rilassante https://alessandropardocchi.online/respirazione-rilassante/ Tue, 21 Jul 2020 09:42:33 +0000 https://alessandropardocchi.online/?p=540

→ ANTISTRESS 2.0 HOW TO

Chi è che non ha bisogno di RILASSARSI? Penso TUTTI! Chi più o chi meno…

Di seguito presenterò l’esercizio MUST per ottenere un rilassamento percettivo adhoc attraverso un semplice “allenamento

Può essere svolto al mattino o alla sera prima di addormentarsi. Come vi pare.

Per acquisire tutti i benefici di un training respiratorio è FONDAMENTALE praticare, di seguito elenco alcuni semplici esercizi per iniziare un costante lavoro sul respiro consapevole

esercizio-respirazione-supina
  • Per iniziare posizionarsi nella posizione sopra esposta, con le mani sul basso ventre e sul petto ed iniziare a respirare facendo muovere solo la mano destra. Il ritmo respiratorio deve essere lento con ratio 1 a 1 (esempio 3 secondi IN 3 secondi OUT).
  • Concentrarsi sul movimento del DIAFRAMMA, iniziare a sentire come la respirazione sposta la “pancia” e non il petto.
  • Continuare per almeno 20 atti respiratori.

→ RESTA IN FORMA IN MODO SEMPLICE

Bodyscan Foto: BASPO / Ueli Känzig
  • La seconda parte della sessione è la ricerca del rilassamento, quindi portare le gambe e le braccia come da foto e iniziare ad respirare con ratio 1 a 2 ( esempio 3 secondo IN 3 secondi OUT), se possibile respirare solo con il naso.
  • Adesso l’importanza è porre l’attenzione sul respiro: posso sentire la differenza tra l’aria fresca che entra e l’aria calda che esce, posso sentire il battito del mio cuore e la sua fisiologica “aritmia cardiaca”.
  • Appena capisco che il rilassamento sta avvenendo posso iniziare a porre l’attenzione sul mio corpo ovvero capire quale parte di esso è più tesa ed iniziare a rilassarla.
  • Man mano che vado avanti posso cambiare il punto di attenzione ed iniziare ad eseguire uno scanning corporeo mirato per avere un effetto di recupero muscolare ed energetico.

Alla fine della sessione ringraziate e ringraziatevi per avervi concesso, in un mondo di FARE, un pochino di DISFARE !!!

Buona pratica

Alessandro Pardocchi

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Perché essere “consapevoli” durante l’allenamento? https://alessandropardocchi.online/cosapevolezza-corporea/ Sun, 21 Jun 2020 07:07:51 +0000 https://alessandropardocchi.online/?p=536 Thich Nhat Hanh – Il miracolo della presenza mentale – Ubaldini 1992 

Il Sutra della presenza mentale dice : << Quando cammina, chi si esercita deve essere consapevole che sta camminando. Quando è seduto, deve essere consapevole che è seduto. Quando giace sdraiato, deve essere consapevole che è sdraiato…>>. La presenza mentale riguardo alle posizioni del nostro corpo non basta, però. Dobbiamo essere consci di ciascun respiro, di ogni movimento, di ogni pensiero e ogni sensazione , di ogni cosa che abbia una qualche relazione con noi. 

Consapevolezza corporea, imparare a sentire ogni singolo movimento ogni singola sensazione nello spazio e nell’ambiente che ci circonda. In qualsiasi sport è possibile, anche se non sempre, ascoltarsi e imparare a sentire. E’ un modo per staccarsi dal pensiero ricorrente, dalle aspettative, dalle paure. E’ un modo per mettere in standby il cervello e “farlo respirare un po”. 

E qui nasce il primo equivoco. “Tutto il giorno devo essere consapevole?”. Bhè sarebbe impossibile neanche se lo facessimo di professione. Infatti l’incipit di Thich Nhat Hanh dice “chi si esercita“. Quindi noi che ci esercitiamo, facendo attività fisica per il nostro benessere oppure per un obiettivo prestazionale (disciplina sportiva), almeno in quel frangente dovremmo farlo.

Ma perché dovremmo farlo? Per quale motivo?

I motivi sono tanti, ne elencherò un paio che ritengo essere quelli più importanti:

  1. Quando eseguiamo consapevolmente un gesto mettiamo in connessione la parte conscia e la parte inconscia. (volontaria – involontaria). Questo semplice atto migliora il modo in cui i neuroni “comunicano tra di loro“. In un certo senso “apprendiamo. Può sembrare banale ma non lo è. La forza della ripetizione dell’atto di essere consapevoli “fissa” questo tipo di apprendimento neuronale ed il risultato è quello di migliorare il funzionamento del nostro sistema nervoso a 360°. E Dio solo sa se il sistema nervoso ha bisogno di migliorare sempre il suo funzionamento con tutto lo Stress che gli facciamo recapitare giorno per giorno.
  2. I pensieri che noi abbiamo giorno per giorno rivelano di noi stessi come un singolo neo che abbiamo sulla fronte” cit. Peacefull Warrior. Quindi i pensieri non ci caratterizzano. Il problema è che ne abbiamo troppi. Molti dei quali sono inutili. Quindi, dato che il nostro cervello non può funzionare in multitasking ma gestisce solo un evento alla volta, se io sono concentrato su un gesto sul respiro o sul cammino non potrò avere pensieri. Ergo il mio cervello starà in Stanby (dal pensiero inutile) per tutto il tempo in cui sarò concentrato. Una sorta di ricarica automatica dell’energia celebrale “positiva”.

Tutto questo può sembrare il frutto di “fricchettonate new age” ma non è così.

Fidati!

Io ti esorto a provare. Prova ad eseguire una certa attività fisica ascoltando il tuo corpo. Puoi partire dal respiro o dalle sensazioni corporee.

E… se ti va fammi sapere come è andata. 😉

Alessandro Pardocchi

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La differenza tra “benessere” e “stare in forma” https://alessandropardocchi.online/la-differenza-tra-benessere-e-stare-in-forma/ Fri, 27 Sep 2019 07:20:46 +0000 http://alessandropardocchi.online/?p=360 Come mi sento ? – BENESSERE –  Come sono (o come vorrei essere) ? – FORMA –

La parola “benessere”, il cui senso nel passato coincideva essenzialmente con la salute fisica, ha assunto, purtroppo, sempre di più un significato commerciale di relax e abbandono al dolce far niente.

Il modo di dire “stare o essere in forma” molto spesso è associato a due diversi parametri: l’aspetto estetico (forma fisica) o allo stato di una vera e propria performance (essere in condizione).

Quindi, qual’è la differenza ? Quale errore si commette nel pronunciare un termine o l’altro ? La differenza è sostanziale perché “l’essere in forma” risponde ad una identità concettuale che si ha in testa (quello che pensi di essere o di voler diventare). Invece il “benessere” risponde alla domanda “come mi sento” ? E per descrivere tale sensazione ho la possibilità di utilizzare tutti i 5 sensi. Per farla breve la “la forma” non sono io, infatti a parità di peso, altezza, massa magra etc.. ci sono persone che si vedono “bene” ed altre che si vedono “male”. Al contrario la “sensazione”, enfatizzata da un processo di consapevolezza corporea, rispecchia la realtà di quel momento o periodo.

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Come fare per non cascare in questo trabocchetto ? La risposta a questa domanda è semplice. Quando si pratica un’attività sportiva (ginnastica, fitness etc..) dovremmo concentrarci su quello che sentiamo invece di pensare all’obiettivo ed al risultato che ne deriva. Facciamo un esempio: se io ho necessità di andare in palestra per dimagrire, la prima cosa da fare è prendere consapevolezza ed essere appassionato da quello che sto facendo. Fare attività “con il naso tappato” (vuol dire per forza) non produrrà nessun effetto benefico…… anzi genererà frustrazione e abbandono. Bisogna trasformare la motivazione in ispirazione e questo processo è inevitabilmente interiore. Non ci sono gadjet, formule magiche e pseudo miracoli che possiamo acquistare, tutto parte da noi e strano a dirlo ………

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Il respiro: da atto puramente fisiologico a segnale vitale https://alessandropardocchi.online/il-respiro-atto-fisiologico-segnale-vitale/ Wed, 18 Sep 2019 07:53:06 +0000 http://alessandropardocchi.online/?p=241 tratto dall’introduzione del libro “RESPIRO VIVO”

Nella tradizione classica, da Omero a Socrate, con il termine ψϋχή “psiche” veniva identificata la prima e più importante funzione vitale, il respiro, e veniva a corrispondere ad un concetto di soffio vitale, di anima.

Già la civiltà greca, dunque, aveva individuato nell’atto del respirare uno degli aspetti più profondi ed essenziali dell’essere umano, tanto che diverse filosofie e religioni hanno fatto di questo “soffio” l’elemento primordiale e generativo dell’esistenza umana. Quella di “respirare” è la prima richiesta che il mondo fa ad ognuno di noi, come se il respiro fosse la via di accesso alla vita, un’esperienza traumatica che definisce la linea di demarcazione tra ciò che è stato e ciò che sarà.

E così quest’atto tanto necessario ed essenziale quanto automatico ed istintivo, viene sottovalutato e quasi se ne dimentica il suo significato antropologico e psicologico, e quello prettamente fisiologico.

Respirare significa ossigenare il sangue ed eliminare l’anidride carbonica prodotta dai vari processi metabolici del nostro organismo. L’atto respiratorio, compiuto spontaneamente, senza essere governato dalla nostra coscienza, è distinto in una fase inspiratoria, di solito più breve, ed una fase espiratoria, separate da pause quasi impercettibili. L’alternanza di inspirazione ed espirazione è governata da una complessa rete di interconnessioni neuronali che fanno capo a circuiti respiratori bulbopontini, come il centro pneumotassico, e fibre afferenti deputate a modulare il comando centrale dei muscoli respiratori.

Questi centri, a loro volta, sono connessi a chemorecettori centrali, situati sulla superficie ventro-laterale del bulbo, e periferici, localizzati a livello dei glomi aortici e carotidei, ed a meccanocettori polmonari di stiramento che ne influenzano l’attività di scarica inibitoria ed eccitatoria. Non è ben chiaro come si generi l’alternanza delle fasi inspiratoria ed espiratoria, per questo sono stati proposti diversi modelli fisiologici: “a rete” dove l’alternanza è frutto delle interazioni eccitatorie ed inibitorie neuronali; “a segnapassi o pacemaker”, in cui questa rotazione è frutto di proprietà intrinseche a carico della membrana neuronale, tipo le cellule pacemaker cardiache; oppure “ibrido” dove neuroni pacemaker vengono influenzati dalla rete neuronale e viceversa.

In ogni caso, questa complessa rete neuronale deve far fronte ad una serie di necessità, prevalentemente di natura metabolica, ma anche di coordinamento con altre richieste fisiologiche quali il mangiare, il parlare, il dormire e non ultimo, la risposta a stimoli emotivi. Per questo si parla di psicofisiologia della respirazione, in cui la modulazione volontaria ed emozionale dei pattern respiratori, vede coinvolte diverse aree cerebrali come i circuiti soprapontini, localizzati in aree limbiche, preposte solitamente al controllo emotivo. Ogni stato d’animo trova il suo corrispettivo nel respiro, ogni somatizzazione corporea si esprime mediante il respiro: un soggetto rilassato avrà un respiro lento (bradipnea) caratterizzato da un’ampia espirazione; un soggetto teso avrà un respiro corto e affannato (tachipnea), con una breve espirazione. Studi di psicofisiologia hanno evidenziato una fitta relazione tra il pattern respiratorio e la componente emozionale, dimostrando come durante l’inspirazione, l’ampiezza della parte alta del torace e la velocità di inspirazione, correlassero con una sensazione di ansia.

Da qui ci si rende conto che la respirazione non è semplicemente un atto fisiologico predisposto al mantenimento di un adeguato livello di ossigeno e di anidride carbonica, ma diventa un ritmo vitale. Un ritmo che è il frutto, certamente di inibizioni ed eccitazioni neuronali reciproche, se lo vogliamo vedere dal un punto di vista meramente fisiologico, ma anche la sintesi della nostra interazione con ciò che ci circonda, per cui la sua frequenza e profondità diventano espressione della nostra capacità di percepire, sentire ed apprezzare gli stimoli provenienti dall’ambiente circostante. Uno degli esempi per capire come il controllo volontario del respiro influisca sui sistemi fisiologici dell’organismo, mediando le emozioni e modificando la risposta autonomica e cerebrale è certamente il Pranayama. Il rallentamento del respiro nel Pranayama, caratterizzato da una regolare e lenta frequenza respiratoria associata a lunghi periodi di ritenzione, “reimposta” il controllo autonomico mediante segnali inibitori e correnti iperpolarizzanti, variando il processamento dell’informazione a livello talamo-corticale, tanto da migliorare la risposta fisiologica in particolari condizioni come l’assenza di ossigeno.

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Questo stato di profondo rilassamento associato a consapevolezza di sé, delle proprie sensazioni fisiche e delle proprie emozioni, legato dunque al controllo volontario del respiro, è stato equiparato a quello che si ottiene recitando l’Ave Maria in latino o un mantra buddista. Il ripetersi di alcune formule ritmiche riducono la frequenza respiratoria portandola da 12-16 a 6 atti respiratori al minuto, secondo un fenomeno inconscio definito entrainment, ovvero la sincronia di fase tra i ritmi fisiologici e i ritmi ambientali, in questo caso,le onde sonore musicali.

In questa condizione, i principali ritmi vitali del nostro corpo, il ritmo respiratorio ed il ritmo cardiaco, entrano in sincronia l’uno con altro generando una condizione chiamata “Sincronizzazione cardio-respiratoria”, condicio sine qua non per indurre uno stato di profondo rilassamento.

Ritmo respiratorio, dunque, inteso come il susseguirsi in maniera regolare di una sequenza di eventi, che insieme ad altri segnali vitali provenienti dal cervello, dal cuore, dal polmone, o dal linguaggio, sovraintendono al geniale marchingegno del corpo umano, definibile come sistema finemente integrato e complesso, che include tutti i ritmi sopracitati e la cui somma non corrisponde al semplice lineare dato algebrico. Segnali che solo apparentemente sono distanti tra loro, ma che in un contesto “caotico” o “frattale” possono dare origine ad un ritmo interiore, che non è altro che il ritmo vitale di ognuno di noi.

Alessandro Pingitore

Istituto di Fisiologia Clinica, CNR, Pisa

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